In una società sempre più complessa anche la scuola e, in generale, tutte le offerte educative si devono confrontare con esigenze variegate in modo flessibile. Se ne è parlato lo scorso 21 febbraio a Staranzano in occasione della presentazione del progetto “School of Peace Fvg”, a cui hanno partecipato la professoressa Anna Di Gianantonio, moderatrice dell’incontro, rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Staranzano, Doberdò del Lago e Gradisca d’Isonzo, delle scuole, Isis Bem di Gradisca d’Isonzo e Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Staranzano, di Associazioni, Anffass Gorizia, Figli di Tutti, Adriatic Greenet-onlus e Macc di Staranzano, di enti, Cisi ed Enfap, nonché singoli genitori.

Dopo la presentazione delle proposte educative nell’ambito del progetto School of Peace Fvg, Giraffes e Rainbow, tutti i presenti sono stati invitati a dividersi in piccoli gruppi, secondo la modalità di discussione partecipativa del “world-cafè”, per esprimere proposte, critiche, idee al fine di aiutare a rimodellare e integrare le proposte sopra nominate nonché fare una ricognizione delle risorse umane, logistiche, finanziare e di conoscenza disponibili per la loro effettiva realizzazione.

Il filo rosso che le lega tutti è la visione del mondo condivisa tra gli operatori che vi prendono parte, con particolare riferimento all’educazione. Non si tratta di nuove scoperte, quanto della messa in pratica di approcci pedagogici olistici già collaudati, come l’approccio Montessori e quello di Sri Aurobindo.

Le loro caratteristiche principali sono la flessibilità, perché vanno ad accompagnare, completare e arricchire il curriculum scolastico, e l’inclusività perché si rivolgono con particolare attenzione a ragazzi con disturbi specifici d’apprendimento, persone che hanno capacità, talenti, abilità e facoltà notevoli in molti campi, a cui vanno garantite pari opportunità nell’accesso all’istruzione. Opportunità che si concretizzano in offerte di qualità, diversificate, poliedriche e mirate al soddisfacimento dei bisogni degli studenti, affinchè siano i protagonisti di un’esperienza pedagogica stimolante con delle ricadute positive in termini di apprendimento, autostima, fiducia in sé stessi e negli altri, e corretta percezione del sé. Flessibilità e inclusività sono, a dire il vero, alla base di tutte quelle proposte pedagogiche che si prefiggano l’obiettivo di
far acquisire a tutti gli studenti le cosiddette “soft skills”, caratteristiche personali importanti in qualsiasi contesto professionale perché influenzano il modo in cui si fa fronte di volta in volta alle richieste dell’ambiente lavorativo, ad esempio capacità comunicative, problem solving, gestione dello stress…

Il vettore principale di questo approccio educativo è il teatro (Giraffes), in italiano e in inglese, perché la capacità di comunicare in un’altra lingua è legata all’educazione di cittadinanza globale, alla possibilità di essere cittadino cosciente del mondo e impararlo dai libri di scuola non è facile per le persone con disturbi specifici dell’apprendimento. Nel teatro gli attori acquisiscono consapevolezza rispetto a sé stessi, l’ambiente che li circonda, devono interpretare un ruolo e ciò li aiuta a comprendere profondamente le sfumature e le variazioni delle possibilità che le abilità offrono. Fare teatro implica avere un ruolo sociale in un piccolo gruppo e avere un ruolo socioculturale di fronte al gruppo più ampio: il pubblico, i genitori, gli
insegnanti e la società. Ma il teatro è anche gioco in cui l’immaginazione ha un ruolo di primo piano, un senso capace di percepire ed esplorare il mondo, di fondere la percezione e le informazioni raccolte da tutti
gli altri sensi e distribuirle funzionalmente secondo la volontà dell’individuo per realizzare il proprio personale obiettivo. Per questo le abilità e competenze acquisite facendo teatro sono poi impiegabili nella
quotidianità e aiutano a relazionarsi in modo pacifico, costruttivo e creativo con sé stessi, con gli altri con il mondo circostante.

Un secondo vettore educativo è costituito dalla natura (i luoghi in cui si svolgono parte delle attività sono, infatti, la Riserva Naturale Gradina e la Riserva Naturale Parco Foce dell’Isonzo- Isola della Cona) perché molti bambini o ragazzi con disturbi specifici di apprendimento presentano difficoltà nella concentrazione, con o senza iperattività, o tratti depressivi. Il contatto con la natura dà forza e vitalità a corpo e mente e, allo stesso tempo infonde calma e concentrazione. Rainbow è un progetto che mette al centro l’educazione dei sensi fisici e delle facoltà percettive, i cosiddetti mondi preverbali, molto importanti per una profonda e non intellettuale percezione di sé stessi e degli altri. Chi sente consciamente che ogni essere vivente respira esattamente come l’uomo, non sarà facilmente aggressivo. Chi percepisce i sentimenti degli esseri umani, degli animali e delle piante sarà capace di comunicare in modo pacifico e flessibile con gli altri. Chi sa
ascoltare la musica della natura non sarà mai distruttivo e saprà acquisire facilmente nuovi linguaggi perché il suo senso dell’udito diventa più raffinato e ricettivo. Chi sa percepire e capire la bellezza e perfezione
matematica della natura non distruggerà alla leggera i suoi abitanti.

Molto interessanti gli spunti raccolti al termine dell’incontro del 21 febbraio:

  • è stato suggerito di mantenere il carattere inclusivo delle attività, rendendo possibile la partecipazione ad esse a tutti gli studenti, senza limitarla ai ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Bisogni
    Educativi Speciali;
  • sono state manifestate due tendenze principali rispetto al possibile inserimento delle offerte laboratoriali e formative di School of Peace Fvg: c’è chi le vede come possibili al di fuori dall’ambito scolastico, chi invece considera importante farle rientrare nel Piano dell’Offerta Formativa delle scuole;
  • da più parti è emersa la necessità di organizzare attività di supporto e formazione rivolte sia agli insegnanti, che ai genitori e agli altri operatori sociali che si occupano di ragazzi con Dsa, disturbo dell’attenzione con o senza iperattività, e tratti autistici. Accompagnare le famiglie, la scuola e gli operatori del settore ad un approccio educativo teso a valorizzare le potenzialità dei ragazzi e quindi ridurre in fase preventiva il loro disagio a scuola e la fatica e il disorientamento delle famiglie.

Il prossimo appuntamento con School of Peace Fvg sarà dal 15 al 18 Aprile (emergenza virus permettendo…) con la seconda edizione del progetto Giraffes, che prevede incontri con gli studenti delle scuole aderenti, laboratori teatrali in inglese con un’insegnante di teatro di madrelingua di Londra, incontri di approfondimento con operatori del settore, formatori, insegnanti, rappresentanti dei genitori. Il progetto, al momento, ha il patrocinio dei Comuni di Doberdò del Lago, Gradisca d’Isonzo, Staranzano, dell’ISIS “BEM”, del C.I.S.I., la collaborazione del Laboratorio Teatrale “La Barraca” di Staranzano, Corinna Cappel-Sellin Heilpraktikerin für Psychotherapie di Schwalmtal (D), del Centro Culturale “Huis Van Vrede” di Almere (NL) e un contributo della Fondazione CA.RI.GO.

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