Intelligenza umana e abilità sensomotorie

Come  percepiamo  e  misuriamo  abilità,  capacità,  intelligenza?  Che  rapporto  c’è  tra  il  funzionamento  dei  canali  sensoriali considerati  singolarmente  e  in  correlazione  tar  loro  e  ciò  che  chiamiamo  intelligenza? L’intelligenza  è  una  funzione  o  un  reale  stato  interiore  dell’essere  umano?  I  canali sensoriali  sono  responsabili  soltanto  della  trasmissione  dell’intelligenza  oppure  ne influenzano lo sviluppo? Qual   è   la   differenza   tra   un   bambino   autistico   con   elevate   funzionalità   –   high-functioning- e un bambino normo-dotato? Sto ponendo delle domande alle quali nemmeno scienziati o psicologi sono in grado di dare una risposta soddisfacente. Come insegnante di sostegno so per esperienza quotidiana che, se si facesse un test di intelligenza,  ci  potrebbero  essere  campi,  ad  esempio  la  memoria  visiva  o  uditiva,  nei quali  la  prima  categoria  di  bambini  otterrebbe  risultati  decisamente  migliori  rispetto alla  seconda.  Si  avrebbero  invece  risultati  molto  scarsi  in  campi  che  richiedono coordinazione senso-motoria. Una  simile  discrepanza,  sebbene  con  una  differenza  nella  distribuzione  di  capacità  e abilità,  si  potrà  notare  tra  un  bambino  con  disturbo  dell’attenzione  con  o  senza iperattività e un bambino “normale”. I  primi  non  riescono  a  rimanere  seduti  e  scrivere  risulta  loro  noioso,  ma  potrebbero raccontarti  tutto  quello  che  è  successo  in  classe,  riferendo  cose  che  non  avresti  mai notato…  e  avrebbero  un’intelligenza  logica  speciale  nel  raccontarti  gli  eventi  o  nel descrivere le persone. L’acquisizione di conoscenza (scolastica) attraverso la lettura e la scrittura, l’ascolto di discorsi  prosaici  dovendo  rimanere  seduti  ecc.  metteranno  questi  bambini,  tutti  lo sappiamo, in una condizione di svantaggio.

Uno svantaggio simile nel leggere e scrivere lo avranno, ad esempio, i bambini dislessici. Ecco   perché   in   Italia   insistiamo   sull’importanza   di   mezzi   e   misure   compensativi   e dispensativi per tutti i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento. La  scienza  ci  dice  che  questi  bambini  hanno  lo  stesso,  a  volte  persino  superiore,  potenziale cognitivo rispetto a bambini con un profilo cognitivo medio-normale. Anche  i  bambini  autistici  a  volte  presentano  un  profilo  cognitivo  simile  a  bambini  con disturbi  specifici  dell’apprendimento.  Si  tratta  di  profili  cognitivi  che  presentano  una  forte discrepanza nel livello di competenza tra le diverse area di funzionamento e abilità.  I  mezzi  compensazione  e  dispensativi  che  la  legge  prevede  per  questi  bambini  e  ragazzi,  in Italia o per esempio in Gran Bretagna o Stati Uniti d’ America, sono molto importanti: sono misure funzionalmente necessarie e doverose da un punto di vista etico ma… Non  dovremmo  dimenticare  che  il  corpo  e  la  mente  hanno  la  caratteristica  di  potersi trasformare permanentemente. E’  molto  improbabile  che  saremo  in  grado  di  cancellare  il  disturbo/la  disabilità,  ma possiamo   diminuire   la   discrepanza   del   profilo   cognitivo   dei   bambini   summenzionati allenando  le  loro  menti  e  i  loro  corpi  attraverso  quella  che  chiamiamo  terapia,  o,  direi,  un allenamento  corpo-mente-spirito,  particolarmente  attento  allo  sviluppo  delle  capacità  e  dei processi di apprendimento. Ecco  perché  sono  andata  a  Pondicherry  al  Centro  di  Educazione  Internazionale  Aurobindo:  per  capire  e  imparare  come  gli educatori di questo Centro usino lo yoga per aiutare bambini con o senza disabilità ad attivare e sviluppare non soltanto le loro abilità e competenza cognitive ma qualcosa in più: il loro potenziale umano.