La nostra vera natura

La Madre dice che siamo più del nostro corpo, ci sono aspetti/piani di noi intorno, sotto, sopra il nostro corpo. Educazione integrale significa accompagnare ogni membro del gruppo di apprendimento a prendere coscienza del proprio corpo, delle forze vitali, della mente, dell’anima e dello spirito, cioè di tutti i piani intorno, sotto e sopra e nel nostro corpo. Nell’educazione integrale è il piano del divino in ognuno di noi a essere al centro dell’attenzione e della devozione, non l’insegnante, non l’allievo, non il programma, non i voti, non il certificato, non le abilità e le capacità. E qual è il piano divino? Per quanto ho capito qui la gente crede che ogni essere umano viene in questo mondo con un seme di aspirazioni superiori. L’educazione integrale ha il compito di sostenere ogni allievo nel processo di realizzazione delle proprie aspirazioni superiori come essere umano, come membro dell’umanità e di accompagnarlo nello sviluppo delle proprie capacità, abilità, nello sviluppo delle conoscenze necessarie per realizzare le proprie aspirazioni superiori. La signora Montessori, utilizzando un linguaggio più medico e di scienze naturali, ha avuto la stessa intuizione, e poi la coscienza pulita, di questo piano di aspirazione superiore in ogni bambino. La chiamava la natura del bambino. Il piano di costruzione del bambino.  E credeva che il suo compito come medico e come insegnante fosse proprio quello di dare al bambino la possibilità, il materiale e l’ambiente umano, di scoprire e realizzare la sua vera natura, il suo piano di costruzione. In questi giorni si parla molto della libertà di pensiero e di parola nella scuola. Sono stato fortunato. Ho avuto per tutta la vita insegnanti che sono stati autentici per me e per la classe, che mi hanno incoraggiato a pensare in modo autentico e a cercare di agire in modo autentico, insegnanti che hanno cercato di dare il meglio che potessi ‘digerire’, che mi hanno mostrato come percepire gli interessi che avevo nell’anima, insegnanti che non si sono mai nascosti dietro una maschera. Fino a qualche anno fa, pensavo di aver ricevuto la migliore educazione possibile. Ero orgoglioso del sistema scolastico italiano, oppure, ora mi rendo conto del sistema scolastico e dei valori della regione sulla terra in cui sono nato ed educato, Fvg. Perché cerco qualcosa di diverso? Qual è la spinta? La mia esperienza in Germania e il destino scolastico dei miei figli mi ha fatto sorgere molti punti interrogativi……il ‘destino speciale’ dei bambini della scuola ‘speciale’ in Germania, e soprattutto la scuola speciale per i disturbi sociali ed emotivi, per le cosiddette difficoltà di apprendimento in Germania, mi ha spinto a cercare nuove risposte. Ho potuto osservare in una scala sovradimensionata la sofferenza emotiva dei bambini con specifici disturbi dell’apprendimento, l’emarginazione sociale in cui sono educati, il mondo separato in cui sono protetti dalla frustrazione di una vita scolastica piena di compiti impossibili, dalla derisione dei loro compagni di scuola, protetti dalla società reale, che è dura con le persone che non si adattano. Scuole speciali in cui sono addestrati a vivere con la frustrazione di essere meno umani degli altri, di accontentarsi della vita al livello più basso della società, senza accesso a una vera istruzione, senza possibilità di un lavoro ben retribuito. Questi bambini hanno la sensazione che avrebbero potuto raggiungere qualcosa, che possono di più… e questo li fa arrabbiare.

In Italia ho attraversato la dislessia, la discalculia e l’iperattività a casa, con uno dei miei figli, l’iper-sensibilità con tratti sociali, la fobia, con l’altro. Li ho sostenuti con tutte le capacità e i mezzi a mia disposizione, hanno ricevuto l’accoglienza emotiva, sempre, dei suoi compagni di scuola e l’affetto dei suoi insegnanti….ma mancava la vera comprensione, anche da parte mia. Questa è una delle spine della mia anima… se avessi saputo che ci sono altre possibilità se avessi capito come l’anima soffre se il disturbo dell’apprendimento non è correttamente accompagnato dalla famiglia e dalla scuola, se avessi potuto vedere le sue reali risorse, le sue qualità intellettuali e umane molto speciali invece di concentrarmi sulle sue difficoltà, in quello che faceva diversamente dagli altri bambini, nel cercare di farla diventare una bambina cognitiva “normale”. Ora so quanto sia frustrante per un bambino, per ogni essere umano lavorare sempre sui suoi punti deboli. So che tipo di immagine di sé dà l’essere sempre aiutato, come se non si potesse fare a modo proprio. L’ampiezza della sofferenza dei bambini in Germania mi ha fatto riflettere sulla mia esperienza con mia figlia …e con i miei bambini con bisogni speciali nella scuola italiana. Mi sono resa conto che anche nella piccola città in cui lavoravo in Italia molti bambini soffrivano di questi specifici disturbi dell’apprendimento… e ne soffrivano davvero.

Un mio parente, un po’ più grande di mia figlia, ha avuto una vita molto dura e depressa a causa di questo. Ho avuto l’intuizione che la conoscenza pedagogica e yogica di Sri Aurobindo, il metodo e il materiale didattico della signora Montessori, insieme al suo concetto generale di sviluppo naturale dell’essere umano, mi avrebbero aiutato a trovare alcune risposte. Non esiste un sistema scolastico migliore. Esistono solo sistemi scolastici sani. Un sistema scolastico sano è un sistema in costante sviluppo, che affronta le sfide che la società e gli alunni gli presentano… alla ricerca di risposte a nuovi problemi. Le sfide non sono una minaccia, le sfide sono la possibilità di rimanere sani, di rimanere vivi. Se pensiamo a un essere umano… un essere umano che non è in trasformazione è un essere umano morto. L’educazione è destinata a resistere alla morte, è destinata ad essere trasmessa alle nuove generazioni, ad essere un’eredità vivente in grado di rispondere a tutte le domande del futuro, capace di digerire tutti i nuovi tipi di problemi, capace di comprendere e nutrire ogni singola anima umana che busserà alla sua porta.

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