Dopo la presentazione dell’assessore Rossi al progetto Haseena Barbana lo presenta.

Sono molto grata a Dio di un auditorio consapevole e disponibile nei miei confronti, perchè questo è di grande aiuto. Sono qui per presentarvi il progetto „Laboratorio: Staranzano comunità di pace” e faccio parte del coordinamento della rete di School of Peace del FVG . Mi occupo in particolare del coordinamento dell’area pedagogica inclusiva. Ho studiato arti visive e poi lingue, sono stata per un periodo video maker, ho insegnato lingue agli stranieri poi sono diventata insegnante ufficiale di lingue e poi di sostegno. Dodici anni fa sono emigrata in Germania dove ho insegnato attraverso la mia qualifica di insegnante di sostegno. Ho studiato all’università di Colonia che ha una impostazione pedagogica meravigliosa che mi ha cambiato il modo di vedere il mondo. Poi per incompatibilità pedagogica e salute fisica e di anima ho lasciato il lavoro e ora, dopo aver vinto il ruolo, insegno nella scuola media Giacich sempre come insegnante di sostegno.

La rete di School of Peace Fvg nasce tre anni fa, anche dalle difficoltà vissute in Germania e grazie alla bontà della esperienza didattica vissuta in Italia poiché per nove anni avevo lavorato per il comune di Staranzano come collaboratore di progetto dentro la scuola media ed elementare e mi sono sempre dedicata ai BES, cioè a quei bambini con disturbi di apprendimento e disturbi socio-emozionali, a quei bambini che hanno un target di scolari molto interessante che stanno come un ponte tra bambini normodotati e handicap grave.

Ora chiediamoci perché questo progetto la chiamiamo laboratorio ,e non sono la sola a dirlo, perchè la Pace in una comunità è un obbiettivo che non si raggiunge per sempre . Il singolo che fa un percorso interiore spirituale, che nella consapevolezza raggiunge la illuminazione può vivere nella pace, ma una comunità, un gruppo non è mai permanentemente nella pace, questo stato di pace non può essere raggiunto per sempre. Ci sono troppi cambiamenti, movimenti di persone, situazioni e la consapevolezza sale e scende.

Quindi bisogna fare sempre un lavoro continuo di pulizia e di consapevolezza per raggiungere la pace. Come nel respiro consapevole facciamo un lavoro di pulizia della mente cosi si deve fare un lavoro continuo di consapevolezza nel gruppo perché la pace sia una meta. L’umanità sarà sempre in movimento e la pace non potrà mai essere per sempre. Per questo abbiamo chiamato questo progetto laboratorio.

School of Peace è una rete di scuole, associazioni e istituzioni che lavora da tantissimi anni nei loro paesi. Noi abbiamo messo dei sotto obiettivi per macro aree tenendo conto che l’obbiettivo principale rimane sempre la Pace. Ora guardiamo questi sotto obiettivi per macro aree perché così sono organizzati anche i nostri progetti.

-INCLUSIONE
-RISPETTO PER LE DIVERSE MODALITA’ E PERSONALITA’ DI APPRENDIMENTO
-ATTENZIONE ALLA FRAGILITA’
– MULTILINGUISMO – MULTICULTURALITA’
-CITTADINANZA EUROPEA GLOBALE

Qui mi fermo un attimo anche per riflettere perché abbiamo scelto Staranzano e il FVG. Perché oltre a conoscerlo molto bene essendoci nata, crediamo che questa area sia già portata a questo tipo di sensibilità e a questo tipo di percezione del mondo. Il multilinguismo è un modo di percepire il mondo e chi cresce in una realtà multilingue, come nel FVG, percepisce il mondo diversamente.

Questo non significa che essere multilingue sia portatore di pace, no, ma è una prerogativa da non sottovalutare.

La struttura partecipativa sia nell’attività con i ragazzi sia tra i collaboratori è fondamentale e per questo siamo contenti che in questo progetto ci sia anche il partenariato dell’AUSER che consideriamo un partner d’oro perché persone più anziane possono rimanere attive e trasmettere tutte le loro esperienze a ragazzi più giovani

Molta attenzione vogliamo porre alla complementarietà di genere e della personalità perché tutti portano qualcosa all’altro, non siamo tutti uguali, ma tutti abbiamo dei talenti.

Un’ultima osservazione e non per valore poniamo attenzione alla cura per se stesso e per l‘ambiente sociale e naturale Infatti per noi l’educazione ambientale è intesa nel senso più ampio.

Il laboratorio di pace è stato ideato, pensato e scritto da me, da Paola Gandin e Corrado Altran nel maggio del 2022 sotto sollecitazione dell’assessore Tomadin, la quale sapendo che avevamo scritto un Erasmus ma non l’avevamo vinto ci aveva dato indicazione per fare un progetto locale da presentare alla Carigo. Quindi sulla base dei nostri interessi in Alpe Adria abbiamo costruito un progetto calando però di più nelle esigenze del territorio non dimenticando quindi che esiste Monfalcone con i problemi dell’immigrazione non solo bengalese, di disagio sociale, problemi ambientali di inquinamento, ma anche l’ambiente naturale con la la riserva naturale. Abbiamo costruito un progetto di community building sia a livello locale che a livello di euro regione di AlpeAdria e sia a livello internazionale. I partner di School of Peace Fvg sono anche lontani e lo vedrete dai video. Qual’è lo scopo di questo progetto? Quello di stimolare processi di rete fra soggetti pubblici e privati allo scopo di catturare fondi regionali ed europei che non possono arrivare se non c’è una forte cooperazione tra sociale e pubblico.

Una prerogativa fondamentale è che siamo un team multidisciplinare multiculturale transgenerazionale e transnazionale. Siamo per bisogni innati e intuizioni primarie, nel senso se vuoi lavorare per la pace nel mondo non puoi che includere ed essere un team cosi.

Qual’è il nostro scopo? Creare dei modelli di attività sincretica di conoscenza proprio di specifici contesti culturali. Ogni gruppo porta la la propria conoscenza specifica che ha un valore alto per quel gruppo. Non lo si può dimenticare, non lo si può sciogliere né sommare, devi trovare delle modalità sincretiche e mettere insieme le conoscenze, le esperienze dei diversi gruppi.

Un altro obbiettivo importante è la fruizione naturale del lido di Staranzano in una ottica autism friendly /natur friendly inclusing .Crediamo che questa area sia una risorsa importante anche per il benessere fisico.

Sappiamo tutti che l’aria del lido di Staranzano è ricca di iodio, prossima alla Riserva e quindi tranquilla, un luogo di pace mentale, di ambiente naturale. Un polmone verde per il territorio, e non ancora del tutto praticabile, pronta per farci qualcosa di buono. Cosa vorremmo fare con questa spiaggia? Fare un luogo di educazione di pace e di educazione autism friendly. Perchè autism friendly? Perché le persone autistiche hanno delle percezioni sottili e sono molto più sensibili di altre, iperagiscono a tutta una serie di cose che solitamente sono al margine delle percezioni normali, quindi tutto ciò che è anche costruito in modo che sia accogliente per queste persone diventa anche rispettoso della natura poiché se non fai interventi pesanti per tenere conto delle percezioni delle persone autistiche anche la natura sarà rispettata.

Poi per un uso turistico educativo c’è il progetto “Lido per quattro stagioni” che si collega a questo progetto che sto illustrando. Parliamo anche dell’uso creativo artistico e culturale. Ci piacerebbe fare cose meravigliose in questa spiaggia perché i bambini ed i ragazzi possano fare laboratori all’aperto.

I risultati attesi

Per risultati pensiamo al rafforzamento della comunità apprendente ed educante, n senso globale e locale. Chiamiamo comunità l’insieme degli adulti di diversa età, di giovani e dei bambini che crescono insieme. Non c’è un insegnante che spiega come un bambino deve crescere, tante volte è il bambino che insegna a te come insegnargli. Maria Montessori diceva che il bambino è il tuo maestro. In una comunità apprendente ed educante educhiamo noi stessi, apprendiamo per noi, e quindi possiamo educare gli altri ad apprendere insieme. Come adulti innanzitutto abbiamo questa responsabilità.

Un altro risultato atteso è l’aumento del dialogo interculturale e della partecipazione degli immigrati e dei gruppi minoritari alla vita della comunità, in senso inclusivo. Rendere universale l’accesso a spazi verdi, promuovere un discorso di universal design all’area verde della spiaggia con caratteristiche di segnalazione di strutture per permettere l’accesso a tutti, sia a chi ha un handicap sia a chi ha esigenze particolari.

Andiamo a vedere come vogliamo realizzare tutto ciò.

Partendo da un approccio pedagogico che definiremo flessibile, perché punta ad integrare approcci tradizionali culturali che già esistono nel rispetto degli obiettivi che abbiamo. Noi non ci inventiamo niente di nuovo, ci appoggiamo ad approcci collaudati che hanno una lunga tradizione e che sono ben documentati. Ma per noi il concetto caposaldo è che per apprendere dobbiamo farlo in modo multisensoriale e multidimensionale, cioè avere la consapevolezza che noi ci muoviamo continuamente in varie sfere, sfera personale, sociale, cosmica.

Facciamo un semplice esempio. Ora io sono qui che parlo ma sono in un contesto sociale, ma sono in un ambiente più ampio in un contesto universale e così via. Per multidimensionale poi si intendono anche gli aspetti interiori dentro di noi. In una esperienza che si farà sulla tecnica rainbow del Teatro dell’Oppresso le diverse emozioni verranno scorporate tramite i colori dell’arcobaleno e quindi insieme si giocherà a rispecchiarci nei nostri aspetti interiori.

Andiamo ora a vedere gli aspetti dell’intelligenza. Si parla spesso di intelligenza verbale ed è la più richiesta nella scuola. Ma ci sono forme di intelligenza. In particolare, secondo me, per riuscire a realizzare l’inclusione e l’integrazione di immigrati è importante motivare l’intelligenza pre –verbale e del corpo e quella musicale.

Per ultimo, facciamo vedere quattro interventi che interessano i progetti. Uno interessa l’area matematica – scientifica che si ispira a Maria Montessori con la torre rosa. Un intervento rainbow ispirato alle conoscenze yogiche del Centro Pedagogico di SRI Aurobindo in India dedicato in particolare ai bambini autistici. Infatti in questo centro usano terapie particolari che vorremmo imparare e si dedica alla musica, al canto, allo yoga ed al contatto con gli animali nella natura. Poi abbiamo “Giraffes” che si interessa all’area linguistica, socio – comunicativa ispirata al teatro dell’Oppresso ed al teatro in generale. Con questi strumenti si apprendono le lingue ed a stare con gli altri attraverso la forma creativa del teatro. Ed infine “La Rosa Bianca”. Ho messo l’immagine di Sophie School perché lei è una ispiratrice. Ma è stata messa anche l’immagine di una spirale d’oro perché rappresenta tutte quelle persone che nel corso dell’Umanità si sono dedicate a ricordare alla società che l’anima esiste e che l’essere ha in sé la divinità.

Si mostrano poi esperienze effettuate in questi anni.

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